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CENNI STORICI
Nei primi anni del 1200 (1204?) una nave, che proveniva dall’Oriente,
nell’attraversare il nostro incantevole golfo, fu sorpresa da una
furiosa tempesta. I marinai, per evitare il naufragio, pensarono di
alleggerire il carico della nave, gettando in mare parte della merce e
alcune balle di cotone.
Il mare si calmò e la nave potè proseguire la sua rotta.
Dopo qualche giorno, alcuni pescatori maioresi rinvenirono nella rete
tirata a riva alcune di quelle balle gettate a mare dalla nave di
passaggio. Le aprirono per vedere cosa contenessero e con loro grande
stupore e meraviglia, in una di esse, trovarono una bellissima Statua in
legno della Madonna col Bambino, perfettamente intatta.
La gioia fu immensa. La notizia si sparse nel paese. Tutti accorsero
alla spiaggia e, tra inni e canti, con il clero solennemente parato,
accompagnarono l’immagine sacra nella chiesa di S. Michele Arcangelo,
già esistente all’interno della rocca, intitolata appunto a S. Angelo,
che costituiva un fortilizio, munito di torrioni, chiamata Baluardo di
S. Sebastiano, costituito da sei torri circolari collegate da una
muraglia, nella quale si aprivano tre porte dal lato della marina. In
seguito i maioresi dedicarono la rocca e la chiesa a S. Maria a Mare.
Assicurata una certa stabilità politica, tra il XIII e il XIV sec., i
maioresi cominciarono a demolire la rocca e ad ampliare la chiesa,
diventata ormai Rettoria. Alla demolizione della rocca scamparono il
torrione quadrangolare, che nel XIV sec. venne trasformato in campanile,
ed una torre circolare, che ancora oggi si può ammirare nella parte
centrale dell’attuale sacrestia.
Nel 1494, durante alcuni lavori di restauro, la sera del 4 agosto, la
statua, che era posta su un altare laterale, fu rinvenuta sull’altare
maggiore, circondata da un alone luminoso. In quella circostanza
avvennero diverse guarigioni.
Il 5 giugno del 1505, con bolla pontificia, il papa Giulio II elevò la
chiesa da Rettoria a Collegiata.
Nel 1529 la Collegiata fu arricchita con la costruzione del grandioso
soffitto a cassettoni donato dal patrizio maiorese Erasmo De Ponte ed
eseguito dall’artista Alessandro De Fulco.
Nel 1544, il 26 di giugno, la costa di Amalfi, minacciata dalla flotta
saracena, ne fu liberata da una imperiosa tempesta. L’evento fu
interpretato come miracolo operato da S. Maria a Mare, alla quale i
maioresi si erano rivolti con fiduciosa preghiera.
Il 13 agosto 1769, l’antica statua fu insignita e incoronata con corone
di oro dal Capitolo Vaticano.
La Chiesa, attraverso vari restuari ed ampliamenti (1662, 1671, 1748) ha
raggiunto lo stato attuale per opera dell’architetto Pietro Valente nel
1835, che ideò il capovolgimento totale dell’orientamento della Chiesa e
progettò un radicale rifacimento che doveva farle assumere l’imponente
aspetto attuale, con le grandiose navate, l’ampio transetto e gli
accessori tutti, che le conferiscono un’impronta di magnificenza e di
luminosità.
La pavimentazione fu eseguita nel 1880 ‘a devozione dei cittadini
maioresi e dell’architetto Andrea d’Amato di Maiori che disegnò e
diresse’ e presenta al centro la decorazione dell’antico stemma della
Città di Maiori.
Nel 13 agosto 1973 la Chiesa fu elevata a Santuario Mariano.
Due sono le feste che si celebrano in onore della Patrona S. Maria a
Mare: la prima al 15 di agosto, Solennità dell’Assunzione della Vergine
Santissima in anima e corpo al cielo, preceduta dalla novena, che inizia
il 5 di agosto, giorno dell’alzata del Panno; e la seconda nella terza
domenica di novembre, allorquando i maioresi fanno memoria del
Patrocinio di S. Maria a Mare e ricordano, nella preghiera e nel
ringraziamento, le meraviglie che la Vergine ha operato per il popolo
che Ella si è scelto e per la città che Ella ha prediletto, proteggendo
e liberando questo territorio e i suoi abitanti da alluvioni, da
incursioni nemiche, dal mare agitato e da altre calamità.
Il Santuario, decretato chiesa giubilare del 2000 nelle rispettive
novene delle due feste, è meta di pellegrini devoti, provenienti non
solo dalla Costiera, che, avendo sperimentato la materna protezione
della Vergine Madre Maria, vengono ai suoi piedi per ringraziarla e
implorarla, per sciogliere voti, e per continuare a chiederle grazie ed
impetrare la sua tenera e continua assistenza.
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