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Nel 1535 venne istituita la Congrega di Santa Maria del Carmine a cui fu annesso anche il “Sacro Monte della Bruna” preesistente nella Collegiata di Santa Maria a Mare.

Afferma il Cerasuoli: “Ne furono fondatori cinque gentiluomini maioresi: Giulio Miracapilli, Nicola Aniello Staibano, Andrea Cinnamo, Vincenzo Picciolo De Ponte, ed Antonio De Rosa.”

La fondazione venne autorizzata dall’Arcivescovo D. Ferdinando Annio che solennizzò l’erezione il 30 giugno 1535 .

Da una visita pastorale del 7 ottobre 1709 presso il Capitolo di S. Maria a Mare, trovata nell’Archivio Storico Diocesano di Amalfi, l’Arcivescovo Michele Bologna scrive: “E’ annessa la Confraternità del Carmine il cui Oratorio è a fianco di questo altare ( altare del Carmine ). I Confratelli si riuniscono ogni settimana per gli esercizi spirituali, accompagnano le processioni e il Viatico, vestono di camici bianchi e mozzetta color del Carmelo anche durante l’associazione al Viatico, ma senza la coccola di seta bianca, in obsequium SS.mi Sacramenti. Le rendite di detta cappella sono amministrate dal Priore, al presente Ambrogio De Landro, che deve presentare i conti e l’inventario.”

carmine1Nella visita pastorale di Monsignor Rossino del 1608, consultata sempre presso l’Archivio Storico Diocesano di Amalfi, si afferma : “…il vicario visita poi la Cappella di Santa Maria la Bruna, dentro la chiesa collegiata, che è una confraternita, …” Poi, in quella del 1580 sempre di Mons. Rossino, così viene asserito: “Nello stesso giorno fu visitata la Confraternita della Chiesa del Santo Carmelo, situata vicino alla chiesa di S. Maria Maddalena.” Questi scritti permettono di sciogliere un grande dubbio, infatti ci danno la possibilità di affermare con certezza, cosa che non è stata possibile a nessun altro fino ad ora, che in origine la Congrega del Carmine, detta anche di Santa Maria la Bruna, doveva essere una cappella delle dimensioni molto simili a quelle attuali, che era ubicata nel luogo dov’è oggi. Questo perché la chiesa di S. Maria Maddalena, abbattuta nel ‘600 per espressa volontà dello stesso Vescovo Rossino, era posta proprio di fronte al luogo dove oggi è sita la Congrega, così come affermava già allora il Vescovo, ma con l’ingresso dalla Collegiata. Quest’ingresso doveva essere posto, con buona probabilità, di fronte l’attuale sagrestia, dove oggi è conservata la statua della Madonna Assunta.

carmine2Si presenta come un’aula con un’abside semicircolare, la cui semplice facciata conclusa da un timpano spezzato e fastigio reggicroce è ingentilita solo dal modesto portale trabeato con modanature e da un finestrone, sormontato da una semplicissima conchiglia con fronde.

L’aula è coperta da una volta a botte per tre quarti della sua lunghezza, mentre l’altro quarto è coperto da una cupola su pennacchi; l’abside, poi, è conclusa da una semicalotta emisferica ed è divisa dall’aula da un arco di trionfo.

La Chiesa per tre lati è arredata con gli scanni dei Confratelli e del Priore in basso ed al di sopra da quadri del pittore locale A.Guerra.

carmine3Al di sotto della cupola vi è l’organo e, di fronte, il pulpito. La zona absidale è caratterizzata dall’altare, con un quadro della Madonna del Carmine, con dossale e doppia voluta di capoaltare.