GMG 2016: Chiamati a lasciare un’impronta nella storia!

di Francesco Reale

GMG2016

È difficile poter esprimere a parole quanto provato nei giorni vissuti durante la GMG.

Forse perché si tratta di sentimenti ispirati dall’alto e pertanto non riducibili alla pochezza degli umana verba. Proverò, comunque, con queste poche righe, ad esprimere tutto ciò che il Signore ha fatto vibrare nel mio cuore. Dal 26 al 31 Luglio si è tenuta a Cracovia (Polonia) la Giornata Mondiale della Gioventù, che ha visto la massiccia partecipazione di giovani provenienti da ogni parte del globo. Insieme ci siamo posti ai piedi di quella croce che il Santo Papa Giovanni Paolo II aveva consegnato nel 1984, all’indizione della prima GMG, e che oggi veniva simbolicamente riconsegnata a significato de “l’amore del Signore Gesù per l’umanità e come annuncio che solo in Cristo morto e risorto c’è salvezza e redenzione”. Con i 40 giovani provenienti dalla nostra diocesi ci siamo messi in ascolto dello Spirito che ha parlato a noi per mezzo degli arcivescovi di Spoleto-Norcia, Renato Boccardo e di Taranto, Filippo Santoro, durante i primi due giorni di Catechesi. Ho compreso dalle loro parole il senso dell’essere uomini e donne creati e amati da Dio e che ogni relazione va vissuta nella gioia che si esprime in un sorriso ricambiato, in una lacrima asciugata, in un pranzo condiviso. In quei giorni ho avuta chiara l’idea di come nel mondo non esista soltanto l’ “io” ma il “noi” e forte è stata la consapevolezza della grande grazia, ma altrettanto grande responsabilità, dell’essere battezzato.

Durante la Veglia di sabato sera, il Papa ha messo nelle nostre mani un mandato importante. Ci ha ricordato che non siamo venuti al mondo per vegetare: la vita è un esperienza meravigliosa e non va sprecato, affogando il nostro tempo nella pigrizia, nei videogames, nei cellulari, nell’ozio, nell’alcool, nella droga (flagelli che colpiscono anche la nostra comunità parrocchiale) …al contrario, siamo venuti per lasciare un’impronta, a personalizzare il tempo presente con la nostra azione attiva all’interno della società civile. Purtroppo il mondo vuole giovani addormentati e narcotizzati e pertanto la Storia chiede a noi oggi di difendere la nostra dignità e non lasciare che siano gli altri a decidere il nostro futuro. Quante volte politici a livello nazionale e, spesso locale, condizionano in negativo le vite di ciascuno di noi. Come? Elargendo contentini che riconosciamo spesso in un posto di lavoro che apparentemente può farci sentire più liberi, ma che subdolamente ci fa diventare dei servi. Servi del più forte, di colui che può comandarci perché soltanto lui può dettare le condizioni della partita della nostra vita. Non dobbiamo lasciarci ingannare da false chimere, siamo tenuti ad andare per le strade del nostro Dio che ci invita ad essere attori politici, persone che pensano, animatori sociali. In ogni ambito in cui ci troviamo l’amore di Dio ci invita a portare la Buona Notizia, facendo della propria vita un dono a Lui e agli altri. La nostra comunità, il mondo ha bisogno di persone decise a cambiare il divano, cioè le comodità e i surrogati di felicità, con un paio di scarpe che aiutino a camminare su strade mai sognate e nemmeno pensate, su strade che possono aprire nuovi orizzonti, capaci di contagiare gioia. Il Signore ci invita a metterci in gioco, ad essere protagonisti della nostra vita, a scrostarci dalle nostre convinzioni, ad essere a servizio degli altri con la gioia di farci prossimo. Abbiate il coraggio di insegnarci che è più facile costruire ponti che innalzare muri ha ribadito il Santo Padre. Oggi Gesù, che è la via, chiama te, a lasciare la tua impronta nella storia. Lui, che è la vita, ti invita a lasciare un’impronta che riempia di vita la tua storia e quella di tanti altri. Lui, che è la verità, ti invita a lasciare le strade della separazione, della divisione, del non-senso. Ci stai?, ho risposto SI con la stessa convinzione che dovrebbe avere ogni battezzato.

Per questi giorni di grazia rendo infinitamente Grazie ai miei educatori, che instancabilmente mi accompagnano nel cammino della vita, all’Azione Cattolica, a quanti ci sono stati vicini con la preghiera, alla Madonna, la cui presenza materna non è mai venuta a mancare, al Signore, perché ogni giorno mi ama e continuerà ad amarmi instancabilmente senza mai chiedere nulla in cambio. Ora è il tempo di fare della nostra comunità luogo di misericordia e di festa!